A NEW ERA IS COMING

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lunedì 13 dicembre 2010

Sonic Colours - Recensione


Lo ammetto non sono mai stato un fan di Sonic. Forse perchè cresciuto a pane e Nintendo e abituato alla precisione perfetta nei salti in Super Mario Bros, Sonic mi è sempre sembrato un gioco di corse mascherato da platform game. Solo in tempi recenti ho capito che bisogna guardare Sonic da un altro punto di vista che non è quello dei platform game. Sonic è un gioco di riflessi e abilità, in cui la comprensione del percorso e su come portarlo a termine nel più breve tempo possibile fanno indubbiamente la parte dei leoni. L'importante non sono i salti precisi come in Mario, bensì capire quale percorso prendere studiandosi accuratamente ogni mossa per arrivare all'anello finale incolumi, velocemente e soprattutto con stile. Per questo Sonic Colours però il Sonic Team deve aver giocato a fondo i due episodi usciti su Wii di Super Mario Galaxy. Lo si capisce immediatamente fin dalle prime battute, il gioco è ambientato nello spazio tra diversi pianetini e il porcospino di Sega utilizza molti power up che conferiranno strane abilità al protagonista come la possibilità di trivellare il terreno, trasformarsi in un raggio laser schizzando alla velocità della luce, incollarsi come un novello Spiderman alle superfici e addirittura di volare e planare. La trama è, come daltronde in tutti gli episodi della serie, decisamente elementare. I piani di conquista del diabolico Dr. Eggman l'hanno portato alla costruzione di una trappola spaziale a forma di Luna Park alimentato dall'energia dei Wisp, piccole creature aliene dotati di incredibili poteri. La trappola attira-porcospini funziona alla perfezione, Sonic si fionda ad affrontare le diverse zone del parco aiutato dall'indimenticabile volpacchiotto Tails e dai Wisp stessi. Sono loro infatti che doneranno i power up al protagonista e che conferiranno al gioco intero un'ottima varietà. Come tutti sappiamo il passato recente della mascotte Sega non è dei più felici. Da Sonic Adventure e Sonic Adventures 2 entrambi usciti su Dreamcast in poi, Sega non ne ha azzeccata più una tentando sempre con insuccesso di portare il suo personaggio nel mondo dei platform game tridimensionali. Sonic Heroes, Shadow The Hedgehog, Sonic The Hedgehog, Sonic Unleashed e Sonic e il Cavaliere Nero sono stati tutti giochi molto al di sotto delle aspettative dei fan, arrivando addirittura a catastrofismi come avvenuto per il primo gioco pubblicato su console HD nel 2006 dal semplice titolo di Sonic The Hedgehog, che peccava praticamente sotto ogni aspetto. Oppure ancora in Sonic Unleashed, Sega ha cercato di trovare l'elemento innovativo a tutti i costi conferendo l'abilità al protagonista di trasformarsi in un lupo mannaro e in questa forma fargli affrontare dei livelli da action game con conseguente rovina totale del gioco. Sega doveva capire che non c'era bigogno dell'elemento innovativo ma che tutti i fan della serie stavano aspettando, nè più nè meno, Sonic nella sua forma originaria. E fortunatamente ve lo posso preannunciare questo avviene con Sonic Colours per Nintendo Wii. Se è vero che la grafica è la prima cosa che valuterete avviando il gioco allora posso affermare che rimarrete piacevolmente impressionati. Certo, siamo su Wii non è che come per magia ci troviamo di fronte a una console HD. Ma la qualità grafica del gioco è straordinaria, una delle migliori su console Nintendo, paragonabile a quella sfoggiata dal capolavoro Super Mario Galaxy. Poco alising, ottimi effetti e trasparenze, buone animazioni, ottime ambientazioni. Il problema è che il gioco è talmente veloce che non avrete manco il tempo di notare le prodezze grafiche del gioco. Superata la soglia puramente visiva infatti, ciò che vi lascerà di stucco ve lo posso garantire è la varietà di gioco e il design dei percorsi realizzati dal Sonic Team. In Sonic Colours non manca davvero niente, ci sono fasi di piattaforme, corse che ricordano veri e propri giochi di guida, svariati scontri con i boss... spesso e volentieri rimarrete a bocca aperta perchè in un unico stage la varietà di situazioni in cui vi imbatterete è ampia, se un minuto prima correrete a perdifiato tra i classici loop della serie un minuto dopo vi ritroverete a scivolare su tubature a rotta di collo o a rimbalzare su piattaforme instabili. Il gameplay finalmente non è cambiato nel concept dai classici Sonic 16-bit. Colours richiede riflessi eccezionali e una concentrazione zen per essere portato a termine al 100%. Anche qua infatti l'obbiettivo primario è quello di studiarsi per bene i percorsi arrivando alla fine nel minor tempo possibile e in possesso di quanti più anelli riusciate a reperire nel corso dei livelli che si snodano in una mezza infinita di strade differenti da prendere per ognuno, e in base a quale sceglierete di prendere ci metterete più o meno tempo e raccoglierete più o meno anelli. Ecco perchè ogni singolo stage va ripetuto diverse volte, perchè giocando ogni stage di filata arrivando alla fine è solo una minima parte del divertimento. Prendere diverse strade, studiare bene il percorso ed evitare diligentemente gli ostacoli posti su di esso è l'unico modo sicuro per ottenere una S (che sta per Super nel caso non lo sappiate) come giudizio a fine stage. Se si sbaglia, si preme start e si rinizia da capo perchè basta un passo errato e il grado S ve lo sognate. E vi posso assicurare che ottenere il grado S in tutti gli stage del gioco è una sfida di difficoltà pazzesca, improba anche per il fan più hardcore della serie. Per accontentare proprio tutti i fan poi, Sega ha ben pensato di inserire diverse fasi bidimensionali nel gioco... peccato che tutto si amalgama anche in uno stesso stage. Non esistono livelli completamente bidimensionali infatti, ma il cambio di prospettiva può arrivare a sorpresa in unico stage, magari poco prima completamente tridimensionale, senza preavviso e con risultati quantomeno esilaranti. Rimanere a bocca aperta davanti ai livelli di Sonic Colours è del tutto normale, mi è capitato di prendere  per sbaglio un trampolino e vedere Sonic lanciato fuori dal percorso a rotta di collo verso il baratro quando all'ultimo secondo appare una strada verde luminosa del tutto invisibile che consente a Sonic di proseguire in una sezione del livello assolutamente fuori dal campo visivo... insomma se non finivo per caso sopra quel trampolino, io non avrei mai visto quel possibile percorso alternativo per portare a compimento lo stage. Il sistema di controllo è semplice e funziona bene, con la levetta analogica del nunchuk si controllano i movimenti di Sonic, premendo il grilletto B sotto il Remote lo si fa aumentare di velocità, il tasto A serve per saltare e in presenza di nemici e altri oggetti posti strategicamente di effettuare il classico attacco roteante al volo. Questo comodo sistema di controllo permette facilmente di lanciarvi in peripezie che spesso e volentieri vi chiederete come diamine avete fatto a effettuarle. I livelli sono parecchi e, come detto in precedenza, vanno tutti affrontati più volte per recuperare gli oggetti nascosti e per migliorare il proprio punteggio. Non contenta di aver preso spunto da Super Mario Galaxy, Sonic Team ha anche deciso di partecipare alla moda del momento dando la possibilità di affrontare il gioco in compagnia di un amico in livelli espressamente realizzati (non sono infatti ambientati nel Luna Park di Eggman ma in una specie di simulatore virtuale) per essere giocati in due. Inutile dire che sono anche molto divertenti e, seppur possano essere affrontati anche da soli, danno il meglio di se solamente in più giocatori. Non tutto però è di buona fattura, il sonoro per esempio è assolutamente mediocre con motivetti che vanno dal pop al rock che annoiano le orecchie del giocatore. Niente di grave d'accordo ma spesso vien voglia di togliere il sonoro perchè la musica può stufare. In conclusione è indubbio che Sonic Colours sia il miglior gioco di Sonic in 3D uscito negli ultimi anni, insieme ad Adventure e Adventures 2 è indubbiamente il migliore di tutti i tempi. Dategli una possibilità e non ne rimarrete delusi, il titolo è giocabile, è longevo, è bello da vedere ed è ostico al punto giusto per i giocatori esperti. Per rendervi partecipi anche di una seconda campana oltre la mia, e per darvi una dimostrazione visiva del gioco dopo il giudizio finale troverete la video recensione di IGN.com.

GIUDIZIO

GRAFICA E TECNICA:9
SONORO:7
GIOCABILITA':8.5
LONGEVITA':8.5

TOTALE: 8.5 out of 10 

Sonic Colours è un gioco che non dovete farvi scappare assolutamente se siete fan del porcospino blu Sega. E' senza ombra di dubbio la sua migliore impresa in questa generazione e se siete cresciuti a pane e Mega Drive non potete non possedere un Nintendo Wii con questo gioco. Per tutti gli altri invece è un gioco assolutamente da provare, potreste scoprire un nuovo amore oppure far ritornare in voi una passione assopita ormai da troppo tempo.

giovedì 9 dicembre 2010

Tron Evolution - RECENSIONE


Sono sempre molto preoccupato quando devo recensire o acquistare un gioco preso da un film di cui sono un grande fan. Spesso e volentieri il rischio di rimanerne delusi è altissimo si sa, i tie in (cioè videogiochi tratti da film di successo) spesso sono realizzati per stare al passo con le mode e non si curano di mettere chissà quale impegno nella sua realizzazione. Chi se ne importa di sprecare tempo e fatica sull'ultimo gioco di Harry Potter o sull'ultimo film Disney tanto ci sarà comunque chi è andato al cinema ed è uscito talmente soddisfatto dalla visione del film che indubbiamente acquisterà anche il gioco. Realizzare un gioco su una pellicola cinematografica che ha sbancato il botteghino spesso e volentieri è sinonimo di ottime vendite. Ma non sinonimo di qualità. Ed è con questo stato d'animo, alquanto dubbioso, che ho sganciato 60 euro per Tron Evolution in versione PS3 (il gioco è uscito anche su 360, Wii e DS ma le versioni per console Nintendo sono sostanzialmente diverse e dovrebbero essere recensite a parte). Il film originale Tron del 1982 ha segnato per me un'epoca quando li vidi per la prima volta da bambino. I videogiochi ai tempi non erano diffusi come lo sono ora, ma io già giocavo nel 1986 e potete immaginare come rimasi affascinato di fronte a un film con la realtà virtuale come argomento principale. Il film degli anni '80 aveva uno stile incredibile ed unico con effetti speciali assolutamente all'avanguardia per l'epoca. Per di più il protagonista è un programmatore di software per videogame che si ritrova imprigionato nella sua creazione. Questo e "Il piccolo grande mago dei videogames" fanno indubbiamente parte dei miei ricordi cinematografici preferiti dell'infanzia. Potete immaginare dunque quanto sia in attesa per il seguito di Tron chiamato Tron Legacy in uscita nei cinema di tutta Europa il 17 dicembre prossimo. Non potevo pertanto farmi mancare il videogioco chiaramente. Intitolato Tron Evolution, si tratta di un action adventure in terza persona con fasi di corse e gdr, che ripercorre gli avvenimenti precedenti a quelli raccontati nel film, anzi nel film troveremo addirittura chiari particolari derivanti proprio dal software uscito lo scorso 3 dicembre. In realtà più che un'avventura oserei dire che il gioco è un hack'n'slash bello e buono. Il tutto infatti è focalizzato sulle acrobazie che il protagonista può compiere, lancio del disco, capriola in aria, rallentamento del tempo, deviazioni, capriole e dir si voglia. Il tutto pesantemente influenzato dalla moda sportiva degli ultimi anni, quel Parkour che tanto abbiamo sentito nominare in tempi recenti. Niente di nuovo sul fronte occidentale in pratica.  Il gioco presenta un buon combat system sulle prime e inizialmente graficamente può sembrare ben fatto. Andando avanti però ci si accorge che non è tutto oro quel che luccica. I combattimenti si faranno ben presto ripetitivi tanto da arrivare a intere sessioni tipo "entra nella stanza, fai fuori tutti, entra nella prossima fai fuori tutti" e via così. Graficamente si può dire la stessa cosa, se il mondo del gioco visto da lontano può sembrare geniale e folgorante, da vicino emergono magagne che non mi sarei aspettato guardano i video e le immagini rilasciate precedentemente la sua uscita. Volti inespressivi, aliasing a palla e una cura nei particolari al di sotto delle possibilità di PS3. Il peggio di sè però il gioco lo da quando inizia (e purtroppo sono le prime cose che vedrete nel gioco) a giocare a fare il "Prince Of Persia" della situazione. Ci sta anche bene per carità, il personaggio corre sui muri, esegue salti di incredibile elevazione e lunghezza, si arrampica su appigli altissimi, salta gli ostacoli con balzi felini, rimbalza facendosi leva da un muro all'altro... peccato che i controlli siano improponibili. Sembra quasi che Propaganda Games (sviluppatore del gioco per conto di Disney Interactive) abbia voluto dare un significato alla complessità virtuale del gioco rispecchiandolo anche nei controlli. La verità è che un disastro che spesso richiede pressioni di tasti dorsali e frontali contemporaneamente, una roba che richiederebbe le dita prensili di alcuni primati per riuscire a superare sezioni di gioco interamente basate sulle acrobazie. Ma non è l'unica cosa che gli sviluppatori hanno voluto ingigantire a tal punto da rendere incomprensibile, l'evoluzione del personaggio per esempio. C'è ed è ottima perchè le abilità che possiamo fare imparare al protagonista sono tante ed efficaci. Ma vengono assegnate attraverso un menù computerizzato che prima di capire cosa diamine avete acquistato con i soldi sudati in combattimento e come utilizzarlo al meglio ci vogliono prove su prove su strada. Un menù in bianco e nero stiloso ma senz'anima, un po come tutto il resto del gioco. Una delle sezioni che più preferisco del film sono poi le corse a bordo delle roboanti motociclette simbolo della pellicola che ovviamente sono riprese anche nel gioco e sono incredibilmente divertenti... se non durassero per pochissimi minuti e fossero assolutamente sporadiche nel corso del gioco. Si perchè poi si ritorna nuovamente nelle fasi platform con salti frustranti che non entrano quasi mai con annesso conseguente game over e una bella telecamera ballerina che sembra non voler mai seguire il personaggio dove e come vorremmo. Discorso a parte è da riservare al multiplayer che in questo caso è di buona fattura... sempre che troviate persone con cui giocarci ovviamente, ho tentato di fare qualche partita e con le poche persone che ho trovato mi ci sono divertito ma non so quanto possa convenire la spesa per una parte multiplayer buona ma abbastanza desolata. Il sonoro del gioco invece è di ottima fattura, niente male i dialoghi, labiale dei personaggi non sincronizzato a dovere (anzi per niente a dovere), ottima la soundtrack che porta la firma dei grandi Daft Punk. Insomma il gioco manca di originalità e di cura nei particolari. E' un peccato perchè si intravedono davvero degli spunti interessanti che andrebbero presi ed evoluti in futuro come certe dinamiche che sono in grado di esaltare il giocatore con una bella scarica di adrenalina. Ma sono solo aspetti di un gioco che strappa la sufficienza soltanto se siete fan sfegatati della pellicola cinematografica. Se non lo siete guardatevi in giro, troverete molto di meglio ve lo posso assicurare.

GIUDIZIO

GRAFICA E TECNICA:6
SONORO:7.5
GIOCABILITA':5.5
LONGEVITA':6

TOTALE: 6 out of 10 

La soddisfazione o l'insoddisfazione con Tron Evolution dipende da quanto o meno siete fan della pellicola cinematografica. Gli spunti per un buon gioco c'erano tutti in questo caso però l'operazione è stata quella del classico tie in che basa tutto il suo successo di vendite direttamente al successo della pellicola ai botteghini. Un gioco che si lascia giocare indubbiamente ma in un panorama così affollato di nuove uscite spendere soldi per Tron è davvero una mossa azzardata.

sabato 4 dicembre 2010

Sly Trilogy - RECENSIONE


Possedere dei marchi universalmente riconosciuti è obbiettivo primario di qualsiasi hardware house che si rispetti. Mantenerne però il successo nel corso del tempo è la sfida più ardua. Spesso capita che se le uscite della serie non sono continuative (in parole povere un gioco all'anno come avviene per esempio per la serie Call Of Duty) nel periodo che intercorre tra l'ultimo episodio uscito e quello successivo il personaggio cada irrimediabilmente nel dimenticatoio. E' successo anche ai più grandi per fare due esempi tra i tanti Star Fox di Nintendo e Legacy Of Kain di Eidos. Sono entrambi due grandi nomi del panorama videoludico del passato, ma se oggi ne uscissero dei nuovi episodi alle rispettive software house toccherebbe lavorare davvero sodo per imporre nuovamente i personaggi ad un pubblico in parte nuovo che probabilmente nemmeno li ha mai sentiti nominare. Figuriamoci allora cosa accade quando a dover tornare in auge è un personaggio che ha già faticato parecchio con le sue uscite originarie. Sly è tra questi, inizialmente immaginato come terza mascotte piattaformistica da Sony nell'epoca Playstation 2, la serie in realtà è stata letteralmente schiacciata dall'ombra di due minacciosi concorrenti, Ratchet & Clank di Insomniac e Jak & Dexter di Naughty Dog. Seppur la trilogia di Sly riuscì a ritagliarsi comunque un suo spazio e a farsi una più che folta nutrita schiera di fan, il mio augurio e che oggi con Naughty Dog impegnata sulla serie Uncharted e Insomniac su quella di Resistance (tornerà anche Ratchet come ben sappiamo ma non prima del prossimo anno inoltrato) tutti quelli che hanno voglia di soddisfare la loro sete di platform non ignorino questa trilogia. Il pacchetto complessivo del gioco è di indubbio valore. Se ogni Sly preso singolarmente su PS2 durava un po poco, averne tre su un unico disco garantisce ore e ore di divertimento a base di piattaforme. Come ben sappiamo Sly è un ladro impegnato nella ricerca delle pagine del Thievius Raccoonus libro ereditato dalla sua famiglia essenziale per poter diventare un vero e abile ladro esperto. Per farlo Sly dovrà letteralmente volare da un capo all'altro del Mondo e affrontare i temibili avversari che lo ostacoleranno. Il gameplay si presenta come un mix tra un gioco di piattaforme e uno stealth game, ogni livello presenta diverse piattaforme da superare saltando, congegni anti ladro da evitare con agilità, punti in cui appiattirsi contro la parete o dietro una copertura per non farsi vedere dai nemici e tantissime altre diavolerie che metteranno a dura prova la vostra agilità di ladri. Ogni livello poi presenta più sfide ed è qua che il gioco concentra maggiormente la sua fonte di longevità, se vorrete finire di volata ogni livello finire i tre capitoli di Sly Raccoon sarà davvero un gioco da ragazzi, ma ogni livello nasconde delle bottiglie con dei codici (in genere sono 30 o 40 per livello) e solo quando vengono trovate tutti gli indizi nascosti nelle bottiglie potrete accedere alla cassaforte presente in ciascun stage che consegnerà a Sly nuove abilità che lo aiuteranno nella sua impresa. La caccia alle bottiglie è davvero divertente, non è mai frustrante, spesso si arriva alla fine del livello rendendosi conto di averne dimenticate un paio e si torna indietro alla loro ricerca che in genere finisce con un esclamazione simile a "eccole la, ma guarda dove sono andate a cacciarle..." . Se non bastasse poi ogni livello dovrà essere riaffrontato quantomeno una seconda volta per una sessione time trial, cioè il completamente di un livello entro il tempo prestabilito. Ovviamente non potrete arrivare al 100% di completamento di ciascuno dei tre capitoli se prima non terminerete ogni livello avendo trovato tutte le bottiglie indizi e avendo superato la prova a tempo. Insomma ne avrete da giocare per lungo tempo. Ciò che stupìsce maggiormente comunque di questo titolo è l'estrema varietà di azioni di gioco presenti. Se in un livello ci ritroviamo a dover semplicemente superare fasi di platform e ricerca di oggetti, in quelli successivi ci ritroveremo impegnati in una gara a bordo di un furgone, in un mini gioco musicale a passo di danza, a comando di una torretta a distanza, a bordo di una navicella per detronizzare i nemici simile ad uno sparatutto vecchio stile a scorrimento il tutto prendendo il controllo del trio di personaggi che oltre al già nominato indiscusso protagonista Sly, vede Bentley la tartaruga intelligente e saccente e Murray l'ippopotamo tutto muscoli ma decisamente codardo. Insomma il divertimento e le risate non mancano mai, c'è sempre qualcosa di nuovo dietro l'angolo e i personaggi comprimari o antagonisti che siano sono caratterizzati ottimamente e strappano sempre qualche sorriso. Graficamente non è chiaramente all'altezza delle più alte produzioni per PS3, tuttavia l'alta definizione è un aggiunta importante che riesce nel difficile compito di trasformare un gioco per Playstation 2 in qualcosa qualitativamente paragonabile agli standard PS3. Non sarebbe azzardato dire, infatti, che questo gioco offra una qualità grafica superiore a certi giochi che non derivano da una console vecchia di una generazione ma che sono stati realizzati appositamente per piattafome attuali. Ora non fraitendetemi ci sono anche dei punti ovviamente negativi. Tra questi secondo me sarebbe da rivedere il sistema di controllo che non è sempre preciso soprattutto nella calibrazione dei salti, capita occasionalmente di trovare qualche bug di programmazione poligonale che incastra Sly in un punto preciso del livello anche se fortunatamente non mi sono mai visto costretto a riniziare uno stage da capo per questo motivo ma sono sempre riuscito a uscirne premendo i tasti del pad più o meno furiosamente. La soundtrack poi ha alti e bassi, alcuni motivetti sono decisamente azzeccati e rimangono in testa per parecchio, altri invece verrebbe voglia di abbassare il volume della TV. Per non parlare del doppiaggio poi, davvero terrificante e che poteva, anzi doveva, essere tranquillamente evitato ricorrendo ai classici sottotitoli. Insomma concludendo questa è una collection che io consiglierei veramente di non lasciarvi scappare, anche se avete già giocato i titoli originari su PS2, perchè i motivi per rigiocarlo ci sono tutti come la presenza di ben 4 liste trofei divise per gioco. Com'è possibile che ci siano 4 liste trofei se i giochi sono solo 3? Beh la quarta è la lista trofei dedicata ai mini giochi giocabili con Move che sono stati realizzati in esclusiva per questa collection e non erano presenti negli originali. Certo, in questo periodo di uscite continue trovare un posto per un altro gioco non è sempre facile. Ma questo titolo vale tutti i vostri soldi e tutto il vostro tempo ad un prezzo, per altro, decisamente vantaggioso 39,98 €. Datemi retta anche questa volta, riponete per un attimo le armi di Call Of Duty e uscite dalla realtà delle gare automobilistiche di Gran Turismo per abbracciare un gioco fantasioso in grado di farvi passare numerose ore in allegria e spensieratezza. Per qualche ora tornerete bambini.


GIUDIZIO

GRAFICA E TECNICA: 9
SONORO:7.5
GIOCABILITA':8.5
LONGEVITA':9.5

TOTALE: 9 out of 10 

Se questo è il trattamento che Sony ha riservato alla riedizione in alta definizione delle avventure di Sly mi auguro che molti altri giochi usciti su Playstation 2 vengano adattati su PS3. Sarei il primo della fila al day one!

venerdì 3 dicembre 2010

Donkey Kong Country Returns - RECENSIONE


L'impatto iniziale con Donkey Kong Country Returns è devastante per ogni giocatore di vecchia data. Un gioco che ha da subito il gusto dei classici Nintendo, un gusto di antico ma al contempo di innovativo ed originale. Un gioco che prende quanto di buono realizzato finora e lo mischia in un unico prodotto. C'è molto, anzi moltissimo, della serie Country dell'epoca Snes ma ritroviamo elementi riconducibili al glorioso Jungle Beat dell'epoca GameCube, il tutto amalgamato da situazioni di gioco al limite della follia che risultano in assolute novità per la serie. Un platform a scorrimento orizzontale che combina classico e moderno, risultando al tempo stesso innovativo ma anche un vero e proprio omaggio al passato come New Super Mario Bros Wii è stato nel 2009. Tutte le caratteristiche originali della serie sono infatti ancora qui, rimaste inalterate nel corso degli anni. Nemici su cui saltare, piattaforme semovibili, barili che catapultano i personaggi a destra e manca per i livelli creati dai mitici ragazzi di Retro Studios. Già perchè questo nuovo gioco è stato partorito non in Giappone ma bensì in Texas nella sede dei creatori della mitica serie Metroid Prime. E Nintendo ancora una volta ha avuto ragione ad affidare a loro l'arduo compito di riportare in auge la serie. Per prendere confidenza con i controlli bastano davvero pochi minuti essendo assolutamente identici a quelli di un tempo, con la leva analogica del nunchuk si muove Donkey Kong e con il tasto A lo si farà saltare. Le cose però prendono una piega innovativa grazie ai sensori di movimento dei controlli Wii. Agitando Remote e Nunchuk contemporaneamente Donkey sbatterà le zampe ritmicamente a terra consentendo di interagire con gli elementi dello scenario, eliminare certi nemici e aprirsi nuovi percorsi nascosti. Se invece scuoteremo i comandi premendo in avanti la levetta analogica Donkey rotolerà velocemente in avanti, ottimo per evitare le mille e più insidie dei tanti livelli di gioco. Se invece ancora si scuoterà i comandi premendo la levetta analogica in basso, Donkey soffierà aria dalla bocca consentendogli tutta una serie di azioni esilaranti che eviterò di spoilerarvi qui in fase di recensione. Con il tasto B del Remote invece potremo prendere i barili sparsi per i livelli e lanciarli usandoli come arma, aprendo percorsi segreti e ovviamente (quelli marchiati dalla sigla DK) per richiamare Diddy al proprio fianco. Già perchè le cose si fanno ancora più interessanti quando Diddy si unisce a Donkey. Nonostante Diddy non sia, in modalità single player, direttamente controllabile dal giocatore come avveniva invece nei passati episodi su Snes, questi salirà sulle spalle di Donkey consentendogli tutta una serie di azioni che ci saranno precluse controllando unicamente il gorilla. Dotato di un jetpack grazie a Diddy potremo rimanere sollevati dal suolo per qualche secondo tenendo premuto il tato A durante il salto o ancora potrà usare Donkey come una palla da bowling scagliata a tutta velocità per i livelli. E' però la varietà di gioco in Returns la punta massima di splendore del software. Ve lo dico subito, non c'è livello che non presenti una caratteristica in grado di lasciarvi letteralmente a bocca aperta. E ne vedremo di tutti i colori, carri da miniera, polipi inferociti, mareggiate devastanti, salti su piattaforme poste al limite della sanità mentale, livelli con barili propulsori da affrontare cavalcandoli, acrobazie tra barili da calcolare alla perfezione pena morte certa. In tutti i livelli poi quello che stupisce è che non dovremo dar conto solo di quello che avviene in piano, ma anche in quello che accade sullo sfondo che può rappresentare una vera minaccia in un attimo di distrazione. Il level design è di una perfezione certosina, erano secoli che non trovavo livelli così perfettamente studiati dove tutto viene calibrato alla perfezione senza alcun rallentamento, bug o imprevisto nel corso del gioco. Se si muore succede per colpa del giocatore e non del gioco. Se si muore sarebbe meglio tornare indietro e fare un po di pratica prima di continuare il gioco. Già perchè Donkey Kong Country Returns, ragazzi, è un gioco non difficile ma difficilissimo. Se fate parte di quella folta schiera di giocatori convinti erroneamente che i giochi di Nintendo siano tutti talmente facili da essere indicati soltanto alle persone più giovani, provate questo gioco e ricredetevi immediatamente. Questo titolo offre un livello di sfida che fa letteralmente impallidire uno qualsiasi dei giochi presenti sulle console HD. Tanto da farvi venire spesso e volentieri voglia di usare Remote e Nunchuk come dei frisbee da far volare fuori dalla finestra. Ho sentito di recensori di autorevoli testate ludiche in tutto il mondo usare la modalità super guida (dopo un tot di morti il livello si completa da se mostrando come proseguire) perchè non riuscivano a portare a termine un livello. Questo non è un gioco per casual, ma una sfida talmente impegnativa da mettere alle strette anche il giocatore più esperto. Le cose migliorano di molto giocando in cooperativa. Si perchè come in New Super Mario, Nintendo ha deciso di inserire anche qui una modalità cooperativa fino a due giocatori permettendo in questo caso il diretto controllo su Diddy e facilitando di molto le cose. La modalità cooperativa è eccezionale, esilarante e in grado di divertire anche chi non ha esperienza al contrario della modalità single player. Graficamente il gioco è quanto di meglio si sia visto sull'hardware Nintendo che è stato letteralmente spremuto come un limone. Seppur a scorrimento orizzontale il gioco presenta una grafica interamente 3D che è una vera e propria gioia per gli occhi, fondali vivi, personaggi e nemici caratterizzati in modo magistrale, design dei livelli da restare senza parole, tripudio di esplosioni, lampi e luci contemporaneamente a schermo senza il minimo rallentamento, tocchi di classe come il livello al tramonto che lasciano il giocatore letteralmente sbigottito davanti allo schermo. La soundtrack non è da meno, se si può criticare il fatto che presenti pochi nuovi brani non ci si può lamentare dei meravigliosi remix realizzati dei pezzi storici che vanno dall'elettronico al jazz e  non vi si toglieranno dalla testa per mesi a venire. Ad una prima occhiata il gioco potrebbe sembrare poco longevo, infatti per arrivare alla fine del gioco di filata vi basteranno 8 ore. Ma dopo averlo completato l'avrete grattato solo in superfice. I livelli infatti sono pieni di bonus e segreti da scovare che ad una prima partita è davvero impossibile conquistarli tutti. Ogni livello poi va completato per un totale di 3 volte a cui si aggiungono i Time Trial che si sbloccheranno alla fine e che, vi assicuriamo, vi faranno sudare 7 camice per portarli tutti a termine. Insomma giocateci di filata e lo finirete in fretta, ma andate più a fondo e non ve ne libererete per mesi e mesi. Quel che però è la vera punta di diamante del titolo resta il gameplay, è immediatamente comprensibile quanto questo gioco sia uno dei migliori platform degli ultimi anni, un titolo dal ritmo grandioso in cui si vuole proseguire anche solo per vedere quale genialata han tirato fuori gli sviluppatori nel livello successivo. In conclusione, un titolo da applausi a scena aperta, un platform realizzato con la maestria intrinseca di Nintendo, un'avventura che vi farà ridere ma al tempo stesso anche commuovere. Bentornato Donkey Kong!

GIUDIZIO

GRAFICA E TECNICA: 9.5
SONORO: 9
GIOCABILITA': 10 
LONGEVITA': 9
TOTALE: 9.5 out of 10

Un gioco indimenticabile che segna il ritorno sulle scene dello scimmione più famoso della storia dei videogiochi. Divertentissimo, impegnativo seppur sempre sorprendente, Donkey Kong Country Returns è il miglior gioco della serie di tutti i tempi nonchè una delle punte più alte toccate da Nintendo su Wii.